I Giochi Olimpici antichi furono delle celebrazioni atletiche e religiose, svolte nella città della Grecia antica.
L'origine degli antichi Giochi Olimpici si è persa, anche se esistono molte leggende circa le loro origini.
Il motto dei giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero "Più veloce, più alto, più forte".
Ora la definizione di grande evento comprende una grande varietà di iniziative che
richiedono importanti investimenti, l’adozione di tecniche di marketing sul
mercato internazionale, la grande partecipazione dei mass media di tutto il
mondo (Carreras i Verdaguer, 1995). Il problema è quello di distinguere il grande
evento da un evento comune, senza originalità, ripetitivo e, quindi, di scarso
interesse per l’opinione pubblica.
Non è sufficiente organizzare
una grande manifestazione: questa deve avere un impatto positivo sul comparto
dei consumi turistici, deve contribuire ad aumentare la domanda nel settore
dei trasporti, del commercio e delle altre attività produttive.
Articolo apparso su "Le Monde" : "testimoni affidabili hanno riferito che 400 persone sono state uccise nella sola regione di Lhasa. Uccisi da colpi d'arma da fuoco, mentre i manifestanti erano senza armi".
“Come evitare i black out senza costruire nuove centrali.”
Questo è il modo con cui continua il titolo di un libro pubblicato da Maurizio Pallante, un’opera saggista consigliata a tutti i lettori,ma soprattutto a quelle persone sensibili alla questione energetica del nostro paese.
Maurizio Pallante (Roma, 1947), laureato in lettere, principalmente attivo come saggista,si occupa di politica tecnico-ambientale .
Il libro viene scritto con la collaborazione di Mario Palazzetti, ingegnere elettronico, già responsabile delle applicazioni termotecniche al Centro Ricerche Fiat di cui è ora consulente, detiene un'ottantina di brevetti, tra cui molti di tecnologie “del non –spreco”e non inquinanti. La più nota è il sistema di micro - cogenerazione TOTEM (Total Energy Module).
(introduzione)
“Il nostro sistema energetico è come un secchio bucato: spreca e disperde in atmosfera più energia di quanta ne utilizzi. Quindi, prima di pensare alle fonti rinnovabili con cui soddisfare una domanda che sembra destinata a crescere indefinitamente per assecondare la crescita del p.i.l., occorre tappare i buchi del secchio, eliminando sprechi, inefficienze e usi impropri.
Allo stato attuale della tecnologia si possono dimezzare i consumi di fonti fossili senza ridurre i servizi finali dell'energia, negli usi termici, nella produzione elettrica e nell'autotrasporto.
In questo modo si ridurrebbero sia le emissioni di CO2, che sono la causa principale dell'effetto serra, sia i costi economici della bolletta energetica delle famiglie, delle imprese e dell'economia nazionale. E i risparmi consenti-rebbero di pagare i costi d'investimento delle tecnologie che accrescono l'efficienza, attuando un ampio trasferimento di denaro dalle importazioni di petrolio alle retribuzioni degli occupati in questi settori.
Ridurre gli sprechi è indispensabile per consentire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, il cui contributo non sarebbe in grado di coprire i consumi inutili e le inefficienze attuali, ma potrebbe soddisfare in maniera significativa una domanda di servizi energetici forniti con un rendimento maggiore, come dimostra l'esperienza di altri paesi, la Germania in primo luogo.”
Titolo: Un futuro senza luce?
Autore: Maurizio Pallante
Editore: Editori Riuniti
Anno: 2004
Maurizo Pallante
La teoria della cogenerazione
"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo

foto by alt-os
[premessa]
Come ben sapete non sono certo leghista, non mi definisco comunista da anni (per vari motivi) e ho portato fieramente la bandiera radicale finchè è esistita (R.I.P.).
Questo poichè l'unica parte che mi è dato comprendere della politica è quella sociale mentre della parte economica (a mio avviso la più importante) non capisco una mazza.
[/premessa]
Il giorno dopo le elezioni mi trovavo per strada con un amico con un foulard della Lega Nord quando incrociamo una ragazza con una vistosa maglietta rossa in mezzo a un gruppo di persone uscenti dalla sede d'un sindacato. Mentre passiamo affianco a questa persona lei inizia a imprecare cose tipo "ma come si fa", "che mondo di merda" evidentemente rivolta al mio amico.
Ora, io capisco l'amarezza della scomparsa della sinistra dal parlamento, ma vi pare un comportamento corretto?
Vi pare possibile affermare con assoluta certezza che il partito/le idee che sosteniamo siano quelle universalmente giuste? O anche solo, siamo veramente certi che le convinzioni, i dati da cui parte la nostra analisi che ci porta a scegliere chi votare sia basata su dati reali e non solo su ciò che attraverso centinaia di filtri ci è arrivato? Siamo certi di poter disprezzare una persona sulla base di cosa vota? Di non dover portare rispetto per le idee altrui siano esse personalmente condivise condivisibili o non condivisibili?
Forse l'ottusità di quella ragazza è uno dei motivi per cui non abbiamo una sinistra in parlamento ma possediamo comunque un'armata di partiti di sinistra.
Forse è il caso di autogiudicarsi anzichè di giudicare gli altri (e questa è una massima, valida non solo in politica ;) poichè solo su noi stessi possediamo delle certezze.
(si, la mancanza di una linea stabile a casa mi sta portando sul riflessivo andante)
Io punto tutto sul si ma non sono in grado di valutare i tempi necessari.
Osservo il web da vicino da circa 5 anni (da lontano da un po' di più :D) e quello che ho visto in questo lasso di tempo è una sempre maggiore popolazione internettiana. I vari blog social network servizi giorno dopo giorno acquistano sempre più utenti e anche se per la maggior parte si tratta probabilmente di giovani che hanno sempre di più internet come concetto scontato, non mancano persone più adulte che all'improvviso si affacciano su questo mondo fatto di bit che corrono sul filo.
Questa evoluzione è un dato di fatto. Basta confrontare la situazione odierna con quella passata.
Circa 5 anni fa non esisteva modo di scaricare legalmente MP3 da internet. O si usavano programmi p2p o si rippavano i propri cd originali. In quel periodo Finardi parlava di un prossimo futuro in cui previo pagamento di un piccolo abbonamento mensile si sarebbe potuto fruire di tutta la musica desiderata in qualsiasi momento e da qualsiasi device (pc - cellulare - squeezebox). Tutto ciò oggi è in buona parte realtà.
Circa 3 anni fa i video su internet praticamente non esistevano. Poi arrivò youtube e tutti sappiamo come sta andando.
Sempre 3 anni fa ricordo una mail del mio capo, diceva che avevano coniato un nome per le pagine dhtml in grado di interrogare il server senza reload (e ci si domandò se ci avrebbe aiutato ad avere più visibilità: così è stato), si iniziò a parlare di AJAX. Oggi persone che con la programmazione non hanno nulla a che fare mi chiedono se "lavoro AJAX".
Io credo che il segreto di internet sia che la gente parla e la gente vuole. Se tu dai alla gente ciò che vuole, lei parla bene di te e attira a te sempre più gente, se non le dai ciò che vuole la gente fugge via da te e si porta via anche chi ancora non ti ha provato. Il buzz marketing è implicito e automatico nel web e sempre più gente entra in questo mega social network perchè ci sono sempre più possibilità ed è sempre più facile farlo.
Viste tutte queste premesse a me semba scontato che un giorno, l'utente col telecomando, si rifiuterà di accendere una televisione generalista e con un limitato numero di scelte. Lo stesso telecomando lo utilizzerà sul proprio set-top-box con cui sceglierà il contenuto desiderato, sia esso un film, un video su youtube o il feed dei video selezionati da un caro amico. Alcuni contenuti saranno a pagamento, altri saranno finanziati dalle publicità, come oggi, ma sarà sempre l'utente a scegliere cosa guardare, non il direttore artistico della RAI. Una volta che la migrazione sarà completata e alle tv tradizionali non rimarranno utenti e dovranno per forza di cose chiudere (o migrare a loro volta su internet).
E ciao ciao Italia 1!
PS: questo blog pulula di gente che della tv fa già a meno.
La musica, dolce e leggera per tutta la notte, si fa improvvisamente pesante, è il settimo disco dei trivium a dar la sveglia a Mone.
Il ragazzo si alza e si dirige in cucina. Il frigo lo avverte "formaggio silano in scadenza, una settimana rimasta", toccherà finirlo.
Colazione a base di latte e cereali non molto buoni: "Aldebaran cambiamo cereali alla prossima spesa, prendi qualcosa di altamente cioccolatoso. Tagga quelli attuali come molli" "fine scatola cereali prevista in 4 giorni. Prossima spesa in arrivo tra 7 ore. Ricerca cereali taggati altamente cioccolatosi in corso: best match cereali nutreali".
Mone non si capacita, la semantica applicata ai computer ha sostituito i tag con i concetti, eppure d'uso comune è rimasta la parola tag, un po' come accadde per i megabyte/mebibyte, parola errata per concetto giusto, quasi non lo sopporta.
"Aldebaran tapparelle su e acqua calda in vasca".
Una su un milione
Quante probabilità ci sono che:
- Due lucchetti A e B di due marche diverse si aprano con la stessa chiave? Verosimilmente non pochissime.
- I due lucchetti si trovino deployati a circa un metro di distanza? Decisamente poche.
- Un individuo abbia la chiave per aprire il lucchetto A ma non riuscendovi pensi d'aver sbagliato porta e provi quindi ad aprire il lucchetto B riuscendoci? Beh, vista l'improbabilità della cosa, dopo un lungo ed attento calcolo, siccome questa combinazione si è realizzata e seguendo una delle teorie di Terry Pratchett direi che le probabilità sono una su un milione.
- Un altro individuo nella stessa serata affronti 5 partite di straccia camicia prendendo sempre in mano il mazzo vincente? 1 su 32.
Informatici, vi pongo davanti a un bivio.
Vi do 2 scelte, pillola blu e la vostra vita andrà avanti come sempre, non vi ricorderete neanche d'aver letto questo post.
Pillola rossa e nulla sarà come prima, inizierete a dir parole strane, apparentemente storpiature di parole che un tempo sembravano familiari.
A voi la scelta:
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Mi ritengo una persona felice e soddisfatta. No ho alcun problema rilevante, alcun bisogno impellente. Tutti gli obiettivi che mi sono prefisso sono alla mia portata e viaggio spedito verso di essi... eppure...
C'è un vuoto da qualche parte in me. Un vuoto che corrisponde a una domanda senza risposta: perchè?
Si è una domanda che si pongono dall'anichità e a cui ancora nessuno pare abbia trovato risposta (non che io pensi sia possibile trovarla...), "qual è lo scopo della mia vita?" "che ci faccio qua?" insomma tutte quelle domande esistenziali che sono e restano solo maledette domande e che comunque si ricongiungerebbero tutte a una stessa risposta.
Un obiettivo ultimo, uno scopo finale, mi mancano e questa mancanza pesa. Per questo invidio i credenti, coloro che affidano la propria vita a una credenza appunto. Loro hanno uno scopo - qualunque esso sia - a cui puntare. Anche se fosse solo un'illusione tale scopo gli permette di riempire quel vuoto che io (ovviamente nn solo io!) porto e porterò sempre dentro.
Quoto una divagazione di un post precedente a cura di Giangi:
a proposito della capacità di pensare, mi è stato detto che oggi gli scienziati sono in grado di misurare ogni singolo impulso elettrico generato nel nostro sistema nervoso..dunque noi saremmo solo materia permeata da impulsi elettrici??mi chiedo, ma come si puo' dare una definizione dell'essere umano cosi' grossolana?!!cio' che mi domando io invece è: questi super scienziati sono in grado di misurare il pensiero?? possono misurare la coscienza?? penso proprio di no,cosi'si può solo misurare ciò che avviene nella natura materiale,mi sono spiegato?un impulso elettrico non equivale gli infiniti pensieri della mia fantasia!
Ebbene si la nostra coscienza, fantasia, tutti i nostri pensieri e idee potrebbero essere solo frutto di reazioni ben determinate e calcolabili a partire da un input certo, e non ci si può far nulla per cambiare le cose.
Questa è la cosa che più mi piace dell'essere libero pensatore: non do nulla per scontato.
Io non escludo che tutto ciò che faccio penso dico sia solo frutto di reazioni chimiche. Se fosse così, avendo come input la formula iniziale della creazione (sapere esattamente la posizione di tutti gli atomi presenti nell'universo) e con un'adeguata potenza di calcolo si potrebbe calcolare il futuro (bada bene calcolare non prevedere). Io devo dire che questa possibilità mi affascina seppure sminuisce ai minimi termini la mia esistenza, fa sentire inutili e prigionieri, ma è una possibilità, e se non mi portate le prove dell'esistenza di qualcosa di più di scariche elettriche e reazioni chimiche nel nostro cervello, nulla mi porterà a escluderla.


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