scusate ma trovare due dichiarazioni al giorno del Vaticano sull'argomento mi costringono al post.
Ora, è un argomento che seppur sempre attuale, torna prepotentemente alla cronaca ogni qualvolta un giudice, o un parente, osi fare propri concetti come "diritto alla morte" o "dignità di morire". E ogni volta si abbatte la tempesta vaticana sull'argomento...
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi dell'argomento, io penso di potermi allineare a quanto dichiarato dal padre di Eluana Englaro (l'ultimo casus belli nel campo):
-Beppino Englaro risponde alla presa di posizione di monsignor Fisichella e di altre autorità ecclesiastiche: "Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano. Per noi vale ciò che diceva mia figlia". -
Pare che il papa abbia detto ai papa boys di puntare all'essere, non all'apparire!
Questa è una gran cosa, un consiglio fichissimo e giustissimo.
...o forse tutto ciò non era compreso nel discorso?
Mi ritengo una persona felice e soddisfatta. No ho alcun problema rilevante, alcun bisogno impellente. Tutti gli obiettivi che mi sono prefisso sono alla mia portata e viaggio spedito verso di essi... eppure...
C'è un vuoto da qualche parte in me. Un vuoto che corrisponde a una domanda senza risposta: perchè?
Si è una domanda che si pongono dall'anichità e a cui ancora nessuno pare abbia trovato risposta (non che io pensi sia possibile trovarla...), "qual è lo scopo della mia vita?" "che ci faccio qua?" insomma tutte quelle domande esistenziali che sono e restano solo maledette domande e che comunque si ricongiungerebbero tutte a una stessa risposta.
Un obiettivo ultimo, uno scopo finale, mi mancano e questa mancanza pesa. Per questo invidio i credenti, coloro che affidano la propria vita a una credenza appunto. Loro hanno uno scopo - qualunque esso sia - a cui puntare. Anche se fosse solo un'illusione tale scopo gli permette di riempire quel vuoto che io (ovviamente nn solo io!) porto e porterò sempre dentro.
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